Il trasformismo si esercita in vari modi, esattamente come il
camaleonte prende colori diversi a seconda dell'ambiente ove si
mimetizza. Sul piano nazionale il trasformismo oggi viene esercitato
mutuando i toni e gli argomenti di quella che, fino all'altro ieri, i
trasformisti definivano con disprezzo 'antipolitica'. In Sardegna a
questo atteggiamento (emblematico il caso dell'ex assessore
all'Agricoltura che mette in scena una commedia sul 'politico
sciupone') si aggiunge una sorta di indipendentismo furbetto. E' di
ieri l'annuncio del governatore Ugo Cappellacci: comunicherà col
governo Monti attraverso note scritte in italiano e in sardo.
Cappellacci quello che, in perfetto italiano, metteva il destino della
Sardegna nelle mani di Berlusconi e del 'governo amico'. Come i
sardisti che regalavano a Berlusconi il simbolo dei Quattro Mori e che
ora vorrebbero trovare un posticino in una futura coalizione di
centrosinistra.
Ma attenzione, stiamo parlando di professionisti della
poltrona. Se tentano queste operazioni, è perché ritengono di aver
qualche speranza di successo. Sanno di agire in un ambiente dove la
memoria e debolissima e l'informazione fa poco o nulla per coltivarla.
La memoria è irrisa, trattata alla stregua di una forma di pedanteria
ossessiva. A maggior ragione bisogna coltivarla senza paura e senza
indulgenze. Sapendo che la battaglia sarà durissima.
Giovanni Maria Bellu
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