venerdì 25 maggio 2012

Su Sardegna 24 opportuno l'intervento della magistratura

Nota diffusa da Giovanni Maria Bellu

La vicenda della liquidazione di Sardegna24 si protrae ormai da troppo tempo. Condivido totalmente la nota diffusa dell'Assostampa sarda. E la interpreto come un via libera ad agire in giudizio e a mettere in atto tutte le misure, a partire dall'istanza di fallimento, consentite dalla legge. Ho subito un danno doppio. Non solo, come tutti i colleghi, vanto un considerevole credito da lavoro, ma ho investito nel tentativo di salvare l'azienda e il giornale oltre centomila euro del mio patrimonio personale e familiare. Per poi scoprire, a un mese del passaggio delle quote, che la situazione finanziaria reale era radicalmente diversa da quella che mi era stata prospettata. La nullità di quell'accordo è così evidente che il liquidatore – come è noto all'Assostampa – da mesi ha avviato una interlocuzione con i soci fondatori e non col sottoscritto. Sono loro a dover decidere se liquidare l'azienda, mettendo a disposizione le risorse necessarie, o affrontare il fallimento con tutte le sue conseguenze possibili. Ho da tempo comunicato al liquidatore che se dovessi guardare solo al mio interesse personale agirei immediatamente per favorire l'avvio della procedura fallimentare. Credo infatti che l'occhio imparziale del giudice civile, e se del caso penale, sia quello più idoneo a ricostruire nei dettagli questa vicenda scandalosa non solo sul piano imprenditoriale ma anche politico e culturale.

La magistratura, col suo potere sanzionatorio che si estende fino ai testimoni, obbligati a non dire il falso e a non tacere il vero, può risalire alle responsabilità della malagestione, può svelare alcune vicende sbalorditive che ho potuto scoprire solo dopo che, acquisite le quote, ho avuto accesso alla contabilità, può individuare l'esistenza di eventuali soci occulti, può dipanare la matassa delle relazioni tra Sardegna24 Srl e altri soggetti imprenditoriali. La magistratura può chiarire se certi comportamenti siano stati frutto di colpa o anche di dolo. La vicenda di Sardegna24 è un modello negativo degli effetti nefasti che è in grado di produrre una concezione solo strumentale del ruolo dell'informazione. Credo che un processo pubblico sarebbe utile a dissuadere chiunque altro ad agire in futuro con tanta leggerezza sia nei confronti dell'opinione pubblica, sia nei confronti dei dipendenti. Ho tuttavia comunicato da tempo al liquidatore, e ieri all'Assostampa, che sono disposto ad aderire a una ragionevole transazione, dunque rinunziando a parte di quanto mi è dovuto, se questo può favorire una chiusura non traumatica della vicenda, col pagamento ai colleghi delle loro spettanze e con la regolarizzazione delle posizioni contributive. Ma il tempo, ormai, è scaduto.

1 commento:

  1. Ma con le contribuzioni dei cittadini sarà possibile avere un giornale indipendente, senza finanziamento pubblico? Mi dispiace proprio non potervi leggere più. Provare a farvi dare consigli dai fondatori de Il Fatto Quotidiano.
    Personalmente mi faceva piacere leggere anche News 2000, un giornale online del portale di Libero Mail. Ci avevano già avvertito che rischiavano di chiudere e così è successo. Adesso Libero si è accorpato al giornale online Affari Italiani ma non è come News 2000.

    RispondiElimina