giovedì 14 giugno 2012

Sul fallimento di Sardegna24 l'ultima parola a Soru e Scano

La sorte economica dei dipendenti e dei fornitori di Sardegna24 è subordinata alla scelte che saranno fatte nei prossimi giorni da uno dei soci fondatori, l'immobiliarista Carlo Luigi Scano, e dall'ex presidente della Regione sarda e amministratore delegato di Tiscali Spa Renato Soru. E' questo, in estrema sintesi, quanto è emerso martedì mattina nel corso dell'assemblea dei soci, presente il liquidatore dell'azienda Luigi Zucca.

In un mio comunicato della scorsa settimana avevo segnalato la particolarità di questa procedura di liquidazione nella quale gli interlocutori del liquidatore non sono i soci attuali, tra i quali figuro con la quota di maggioranza, ma i 'vecchi soci', i soci fondatori e cioè Giancarlo Muscas, Mariano Pireddu e Carlo Luigi Scano. Questo per la semplice ragione che è pacificamente considerata priva di valore la scrittura privata in virtù della quale, nel novembre scorso, il sottoscritto acquisì la maggioranza dell'azienda. Lo è perché si è accertata una differenza molto rilevante tra il quadro finanziario che era stato presentato e quello reale. Questo dopo che – come ancora ho ricordato più volte – il sottoscritto aveva messo nelle casse dell'azienda una somma superiori ai centomila euro, che arriva a 140mila considerando somme a me dovuto ma non percepite. Mi trovo dunque, nella situazione di persona doppiamente danneggiata: non 'socio di maggioranza', ma ex dipendente colpito dal punto di vista professionale ed economico.

La novità rilevante è che, nell'ultima assemblea dei soci, l'unico esponente del 'gruppo dei fondatori' rimasto in società, Giancarlo Muscas, a una mia precisa domanda ha risposto che Mariano Pireddu è disponibile a intervenire economicamente per chiudere positivamente la liquidazione. Al contrario di Carlo Scano e di Renato Soru. Naturalmente ho chiesto che le risposte fossero messe a verbale.

E' l'ufficializzazione di circostanze ben note a tutti quelli che hanno seguito la vicenda di Sardegna24. I soci fondatori e Renato Soru, che ne ha per tutta la fase iniziale coordinato l'attività, sono gli interlocutori di un tentativo di liquidazione che è cominciato ormai quattro mesi fa. Ho anche fatto mettere a verbale la mia disponibilità a una transazione ragionevole. In pratica: sono disposto anche a rinunciare a qualcosa di quel che mi è dovuto a condizione che vengano regolarizzate le situazioni dei miei giornalisti. L'ho già dichiarato da tempo, confidando sul fatto che i 'vecchi soci' manifestassero un analogo senso di responsabilità. Purtroppo non tutti l'hanno fatto.

Mancano pochi giorni. Se la situazione non si sbloccherà sarà avviata la procedura fallimentare. La conclusione più traumatica. Che non auspico benché sia oggi più che mai convinto del fatto che solo lo sguardo imparziale del giudice potrà consentire di chiarire, anche davanti all'opinione pubblica sarda, le responsabilità di questa vicenda scandalosa non solo sul piano imprenditoriale, ma anche politico. Ma per questo ci sono altre sedi. La sede propria non è certo la pelle dei lavoratori.

Nota conclusiva. La cifra che manca per arrivare alla chiusura della liquidazione è, divisa pro capite tra alcuni degli esponenti più in vista dell'imprenditoria sarda, titolari di patrimoni di grande rilevanza, equivalente a quella che il sottoscritto e i suoi familiari, un giornalista e dei liberi professionisti, hanno bruciato nell'azienda dopo aver aderito alla scrittura privata dello scorso novembre.

Giovanni Maria Bellu

1 commento:

  1. In che veste, Renato Soru ha "coordinato l'attività del giornale nel periodo iniziale"? Possibile che chi è stato Direttore e poi Editore del giornale possa fare certe affermazioni senza documentarne la veridicità? Caro Bellu, la tua mi pare proprio una caduta di stile reiterata e continuata che sta solo dando modo a Biolchini e ai suoi degni accoliti di diffamare a mezzo stampa persone come me ed altri, che col tuo giornale ci hanno solo rimesso e non ne hanno mai avuto nessun beneficio, io come nuovo abbonato due giorni prima della chisura (150,00 euro svaniti nel nulla più tutte le copie acquistate dalla prima all'ultima) e Renato Soru come persona che ha simpatizzato per un progetto (che non certo lui poteva fare o ha fatto fallire) ma che oggi si ritrova nuovamente sulla bocca di ogni "scemo del villaggio". Spero solo non vorrai censurarmi, sarebbe davvero imbarazzante, per te Giommaria...

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