mercoledì 17 aprile 2013

PRESENTAZIONE DEI LIBRI DI GIANNI PESCE



Le inchieste del Commissario Mari ad Asibiri.   Mesieneddu e altri racconti  e Giusto e ingiusto di Gianni Pesce saranno presentati venerdì 26 aprile alle ore 18 nella sede dell'associazione ASIBIRI in via San Saturnino, 7 a Cagliari









Le edizioni Condaghes hanno il piacere di presentare la nuova edizione di Giusto e ingiusto e Mesineddu e altri racconti nuovo lavoro del  Commissario Pesce (come a Cagliari è comunemente conosciuti Gianni Pesce) e del suo alter ego Commissario Mari. 
Gianni Pesce (Roma, 1939), laureato in Giurisprudenza, ha lavorato per trent´anni nella Polizia di Stato occupandosi soprattutto del settore criminale. Ha lasciato la professione nel 1994 col grado di vice questore primo dirigente. Ha un passato sportivo: è stato campione d´Italia di baseball nel 1955 e nel 1959, e dal 1957 al 1961 ha fatto parte della Nazionale italiana. Appassionato di vela, dopo essere andato in pensione, ha navigato con la sua barca per sei anni lontano dall´Italia. Rientrato, nel 2006 ha cominciato a scrivere raccontando i fatti che gli sono accaduti durante la sua carriera professionale. Ha pubblicato due romanzi: Radici e potere (2009), Radici e sangue (2010); e tre raccolte di racconti: Thai Connection (2007), Giusto e ingiusto (20132), Mesineddu e altri racconti (2013).


Mesieneddu e altri racconti  e Giusto e ingiusto saranno presentati venerdì 26 aprile alle ore 18 nella sede dell'associazione ASIBIRI in via San Saturnino 7.
Con l’autore dialogheranno i giornalisti Giovanni Maria Bellu, Vito Biochini, Pietro Picciau. 
L’attrice Clara Murtas leggerà alcuni brani scelti del libro.


 Il giovane funzionario della Polizia di Stato Gianni Mari nel 1969 chiede di essere trasferito in Sardegna. Viene assegnato al Commissariato del quartiere di San Michele, uno dei più turbolenti di Cagliari. Sono gli anni dell´arrivo massiccio della droga e di grossi cambiamenti nell´organizzazione della criminalità urbana. La vecchia delinquenza è spazzata via e inizia una fase completamente diversa.
Molte saranno le sorprese che lo attenderanno e la strada sarà tutta in salita. Imparerà che spesso il giusto è solo una maschera che copre l´ingiusto.

“I racconti di Gianni Pesce vanno letti senza avere paura. Perché nelle sue storie non c´è spazio per i fraintendimenti, le ambiguità, le ipocrisie di chi volta sempre lo sguardo altrove, pensando così di negare la realtà. I poveri sono poveri, i disgraziati non possono essere definiti in altro modo, le puttane le riconosci subito, poi ci sono i delinquenti, i giudici e i poliziotti. Anche se lui non li chiama mai così. [...] E le storie vanno avanti. Il commissario Mari cerca la verità, e la trova sempre. Anche se scomoda, dolorosa, o in divenire: perché non sempre tutto si può capire subito, e spesso passano anni per mettere la parola fine, per chiudere il cerchio.»
«E poi c´è Cagliari. Non quella di oggi, ma la città dolente degli anni ´70, con i suoi quartieri periferici, le sue tragedie silenziose, le vite divise a metà. Certe cose le vedono solo i preti e i poliziotti, solo che i primi le tacciono e i secondi le raccontano. Soprattutto quelli come Gianni Pesce: che alla giustizia credono veramente. Che poi ogni tanto si finisca assolti o condannati, in galera o latitanti, innocenti o colpevoli, quella è un´altra storia. E il saggio commissario Mari, seduto alla sua scrivania, o in giro per la città a bordo della sua moto, o al volante dell´unica auto di servizio scassata come poche, questo lo sa benissimo”
Dalla Presentazione di Vito Biolchini 


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