lunedì 23 dicembre 2013

La lettera di una nostra associata alla "Nuova Sardegna" rimasta senza risposta-




OGGETTO: ….La promessa

Gentile Direttore, 
leggo quotidianamente la "Nuova Sardegna" da molti anni, più precisamente, da quando 
" L'Unione sarda" venne acquistata da un noto imprenditore, prestanome di un ....notissimo imprenditore. Di proposito ometto di parlare di chi lo diresse subito dopo.

Mi piace aggiornarmi sulla vita civile e politica del Paese e della città in cui vivo da quando son nata: voglio essere informata ogni giorno con obiettività per poter valutare ogni mutamento sociale e politico che mi consenta, al momento opportuno, di orientare le mie scelte.

Scoprire che le sole pagine rimaste indenni dall'interferenza del padrone sono quelle dei necrologi mi ha convinta ad abbandonarne la lettura, sapere a chi fare le condoglianze o a quale funerale partecipare non è, per me,una priorità.

Così è nato il mio legame con "la Nuova Sardegna" ma, pochi giorni fa, ho scoperto che "la Nuova…." ha eliminato la cronaca di Cagliari. Dapprincipio ho creduto fosse indispensabile lasciare il più ampio spazio possibile alle informazioni sulla terribile tragedia che ha sconvolto la Sardegna ma quando ho scoperto che si continua a scrivere "edizione di Oristano ", ho capito che il capoluogo della regione e' stato.....inghiottito da qualcosa di diverso dalla bomba d'acqua che ci ha sommersi.

La Sardegna, al di la' delle piogge torrenziali, con i gravissimi problemi economici e sociali che l'affliggono, gestita da una classe politica subalterna e corrotta, avrebbe diritto ad una cronaca obiettiva, indipendente e puntuale, con uno sguardo sempre attento a quanto avviene nel capoluogo che ne ospita le Istituzioni. 

Si sente sempre più forte l'esigenza di una stampa libera e indipendente, che dia voce a chi non ne ha e che non regali nulla a quella che, omettendo tante verità, manifesta la sua obiettività solo sui funerali del giorno.

Biancamaria Pes

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