mercoledì 24 settembre 2014

Vittore Bocchetta su SardiniaPost

Il “fanatismo dell’Io” si nasconde sempre dietro qualche dio


Abu Bakr al-Baghdadi
Decapitazioni filmate e diffuse attraverso i social network in tutto il mondo. Una strategia del terrore e dell’orrore che atterrisce l’opinione pubblica. Ma, a parte i mezzi moderni attraverso i quali queste atrocità vengono mostrate, c’è qualcosa di diverso rispetto a quanto accadde nel Novecento col nazismo? E’ quanto abbiamo chiesto, per la rubrica Testimone del nostro tempo, al partigiano Vittore Bocchetta. Ecco la sua risposta.
Il dato di partenza è che a una platea globale giovane e smemorata viene offerto questo spettacolo orribile. Non è necessario avere una memoria centenaria per inquadrare quel che sta accadendo oggi nella Storia. E comprendere che queste esecuzioni rivelano la disperata inferiorità di chi le mette in atto. Al contrario di quanto vorrebbero far credere i loro autori, non sono prove di forza. La loro pericolosità sta nel fatto che diffondono l’idea di una fede fanatica che si spinge fino al punto di “uccidere per uccidere”. Una riedizione moderna del “muoia Sansone con tutti i filistei”.
La strategia nazista era ben altra cosa. Là c’era un disegno “moderno”, “tecnico” e “scientifico”. C’era il progetto per una “soluzione finale” che non va mai dimenticato perché era fondato su un piano esecutivo possibile. Ma aveva finalità diverse rispetto a quelle di quanti oggi erigono questi nuovi patiboli davanti al mondo con i loro orribili e folcloristici riti satanici.
I mezzi per uccidere, e quelli per diffondere la notizia delle uccisioni, continuano a progredire e l’industria bellica non conosce crisi. Dentro questo terribile progresso nasce periodicamente qualche “io” fanatico. Che, magari, si nasconde dietro qualche Dio. Ma è questo “io” a doverci allarmare.
Vittore Bocchetta

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