giovedì 25 dicembre 2014

Vittore Bocchetta e quei giorni di Natale al tempo delle brigate nere



vittore bocchetta



Abbiamo chiesto al partigiano Vittore Bocchetta, per la rubrica Testimone del nostro tempo, di aiutarci a non trascorrere un Natale da smemorati e di ricordare per noi i giorni di Natale degli ultimi anni di guerra, quelli che lui chiama “gli anni funesti delle brigate nere”. Si tratta in realtà di “due Natali”, quello del 1943 e quello del 1944. Ecco quanto ci ha scritto.“Il primo lo trascorsi nelle carceri di Verona, come conseguenza della grande vendetta fascista avviata dopo l’8 settembre del 1943. E fu davvero un evento natalizio storico. Io mi trovavo là perché facevo parte del primo CLN di Verona. Anche se con un trattamento diverso, erano reclusi nello stesso luogo, il carcere “Degli Scalzi”, anche quei membri del Gran Consiglio del Fascismo che il precedente 25 luglio 1943 non avevano accettato gli ordini del loro duce, e fra loro lo stesso Galeazzo Ciano, il genero di Mussolini. Quel carcere, solo chi lo ha provato può raccontarlo, ma nessuno può descrivere pienamente lo stato d’animo di chi vi veniva rinchiuso: una squallida cella, infestata di cimici, dove a un essere umano nato libero veniva impedito il movimento degli suoi arti e dove il suo stato mentale veniva soffocato e vilipeso. Il secondo Natale, quello del 1944, fu “sublimato” nel KZ tedesco di Hersbruck. Non era una cella e non avevo più i miei compagni. Ero solo in mezzo a migliaia di soli, muti, annientati e vuoti.Devo però, non posso tralasciare di farlo, parlare di come è diversa la situazione di un condannato colpevole da quella di un condannato innocente. Io le ho provate entrambe. E fu quando mi sentii condannato da innocente che avvertii la pena come insopportabile. Per questo ancora oggi credo che un uomo possa essere condannato solo quando non c’è davvero alcun dubbio sulla sua colpevolezza. Una colpa non provata non deve essere assolutamente punita, anche a costo di lasciare libero il peggiore dei criminali, se è un presunto innocente.


Vittore Bocchetta

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